Girotondo di San Francesco
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28 - Terni-San Pietro in Valle - 23 Km
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Terni – Duomo

Terni è una città tutta da scoprire. Subito sembrerebbe una cittadina moderna, con le acciaierie, ricostruita dopo i gravi danni dei bombardamenti della II Guerra Mondiale. Ma al suo interno si celano delle preziosità inimmaginabili, da reperti di epoca romana a chiese medievali e palazzi del rinascimento. Parliamo dell'Anfiteatro Fausto del 32 a.C., del museo archeologico de Caos, della torre dei Barbarasa,
Terni – San Francesco
delle chiese di Sant'Alò, San Pietro, San Salvatore, del duomo, della basilica di San Valentino, il cui corpo è custodito a Terni, della chiesa di Sant'Antonio da Padova con le spoglie dei protomartiri francescani morti in Marocco nel 1220, e del Palazzo Spada. Su tutte spicca la chiesa di San Francesco (XIII secolo): all'interno è di grande interesse la Cappella Paradisi, decorata da affreschi con scene dantesche di Bartolomeo di Tommaso (XV secolo).
Cascata delle Marmore
Lasciamo Terni e prendiamo la statale della Valnerina verso Norcia e Cascia, e dopo pochi chilometri arriviamo alla parte inferiore della Cascata delle Marmore, che ha la vista migliore sul salto del fiume Velino. Poi, passando accanto a Castel del Lago, arriviamo ad Arrone, uno dei Borghi più belli d'Italia. Sul finire del sec. IX, un nobile romano di nome Arrone, inoltratosi nella Valnerina, si impossessò di uno dei promontori rocciosi che vi si ergevano e vi costruì un castello fortificato, inizialmente in legno e poi ricostruito in muratura.
Arrone
Questo castello fu il primo nucleo del paese, che prese da lui il nome. Nel fantastico piccolo borgo si può visitare oltre al castello, la chiesa di S. Giovanni Battista, la collegiata cinquecentesca di S. Maria Assunta, la chiesa e l’ex convento di San Francesco. Riprendiamo la strada di fondo valle e seguiamo fino a Ferentillo.
Arrone – Affreschi
Il paese è diviso in due borghi, Matterella e Precetto, dal fiume Nera. Siamo in mezzo al parco fluviale dell'affluente del Tevere che promuove interessanti attività di canoa e rafting. Ferentillo è situato nella parte più bella della Valnerina, dove il fiume Nera discende attraverso la gola della "Valle Suppegna". Nel 740 il re dei Longobardi, Liutprando, lasciata l'antica città di Ferento, a pochi chilometri da Viterbo, giunse nella Valle del Nera.
Ferentillo
Colonizzò questi territori disabitati circondati da malsane paludi, fondando il nuovo paese che venne chiamato Ferentillo (dal latino "Ferentum illi" ovvero "quelli di Ferento") in ricordo della patria abbandonata. L'imponente presenza delle due rocche che fin dal 1100 dominano il paese serviva come baluardo per la difesa della vicina Abbazia di San Pietro in Valle edificata nel 720 da Faroaldo II, duca longobardo di Spoleto, che ampliò la chiesa fondata dagli eremiti Giovanni e Lazzaro nel 535.
San Pietro in Valle
A Matterella vale una visita alla Collegiata di Santa Maria del XIII secolo con affreschi della scuola di Raffaello. A Precetto, la Chiesa di Santo Stefano (XIII-XVI secolo) ha l'interno a tre navate con affreschi attribuiti alla scuola del Perugino.Poi si entra nel canyon del Nera e risalendo la montagna a sinistra si raggiunge la magnifica Abbazia di San Pietro in Valle dove termina la ventottesima tappa del Girotondo. Il monastero adottò la regola di San Benedetto, e qui Faroaldo stesso vestì l'abito monastico e morì nel 728. La chiesa dell'abbazia fu compiuta in due epoche diverse: longobarda (sec.VIII) e romanica (sec. XII), ma i due stili sono così armoniosamente inseriti da non accorgersi della loro successione. All'interno della chiesa si trovano vari frammenti longobardi e sarcofagi romani, ma soprattutto un ciclo pittorico di scula umbra, importantissimo per la lunga serie di soggetti del Vecchio e Nuovo Testamento che si svolgono sulle pareti della chiesa come in una finta galleria. L'alto e caratteristico campanile di pianta quadrata e con quattro ordini di bifore presenta un apparato murario costituito da blocchi irregolari di pietra locale. Di epoca longobarda sono infine le due stupende lastre dell'altare principale, scolpite a bassorilievo e firmate dal maestro Orso.
San Pietro in Valle

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