Girotondo di San Francesco
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11 - Anghiari-Arezzo - 26 Km
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Anghiari

Anghiari è uno dei borghi più belli d'Italia.
Anghiari – Badia di S.Bartolomeo

Girare per le viuzze del paese è un'esperienza indimenticabile: andare alla Badia di San Bartolomeo, alla chiesa di Sant'Agostino, al Palazzo Pretorio, e guardare dall'alto in lungo rettilineo (la Ruga di San Martino) che collega Anghiari con Sansepolcro attraverso la piana della famosa battaglia del 29 giugno 1440 tra i fiorentini e i milanesi, dà una sensazione di appagamento e di gioia che sperimenterete raramente lungo il Girotondo di San Francesco.
Anghiari – Torre dell'Orologio

Si esce da Anghiari in direzione opposta alla Ruga e si raggiunge, dopo una ripida discesa, la Pieve di Santa Maria in Sovara.
Risalente al VIII-IX secolo è un edificio preromanico a tre absidi ubicato sulla strada che conduce ad Arezzo (via Libbia). L'influenza dei Camaldolesi sull'impianto della chiesa (XI-XII secolo) è documentato, all'interno, dalla torre che un tempo aggettava sulla parte centrale della facciata, denunciando un forte influsso francese.
Anghiari – Pieve della Sovara

Poi si prosegue lungo il sentiero 102 che non lasceremo più fino ad Arezzo. Si sale per 300 metri sino alla chiesetta del Casale (616) e si prosegue ancora lungo una strada bianca, quella che era denominata la Via dei Tarlati, una potente famiglia che nel '300 tracciò anche la Ruga di San Martino.
Stemma di Guido Tarlati

Poco prima del Poggio di Camugnano si lascia la strada sterrata e si va a sinistra verso il Monte Castiglione. Si scende fino al torrente Chiassaccia e si raggiungono i ruderi del Castello di Pietramala. E' un antico castello della famiglia Tarlati di Arezzo, già signori della città a ridosso della quale si trovava il maniero, in posizione strategica. Ancora oggi tutta la zona dove era ubicato viene definita la "contea", pochi sono i resti di detto castello e, non molto distante da esso, esistono due cisterne, comunicanti fra loro, che lo rifornivano di acqua piovana. Dal castello si sale alle case di Vezzano e quindi si tocca la dorsale dell'Alpe di Poti all'altezza del Monte Castellaccio (674).
Sempre lungo il sentiero 102 si inizia una lunga discesa verso Arezzo toccando prima una carrareccia e poi una strada asfaltata che conduce al paesino di San Polo. Sono i posti di Eugenio Calò, un ebreo che diventò capo di una divisione partigiana e che fu all'origine non voluta del massacro di 48 abitanti di San Polo il 14 luglio 1944 dai tedeschi e dai fascisti. Poi, per Fonte Asciutta, si raggiungono le prime case di Arezzo.
Arezzo – Panorama della città

La città del Petrarca e di Pietro Aretino ci si presenta dalla parte del duomo e del suo fortilizio. Visitate nella cattedrale il 'Cenotafio Tarlati', l'affresco della Maddalena di Piero della Francesca e le vetrate del Marcillat. Guardate lo stupendo crocefisso ligneo di Cimabue nel Chiesa di San Domenico, e andate in Piazza Grande a godere delle Logge del Vasari. Ma soprattutto non dimenticate la Basilica di San Francesco: la Cappella Bacci contiene l'affresco "La Leggenda della Vera Croce" di Piero della Francesca che da solo vale il viaggio da qualsiasi posto vieniate. Siamo ai vertici della pittura di ogni tempo, e il fatto che sia dedicata a Francesco è molto commovente.

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